statuto

PronuBìo

rete di apicoltori biologici e biodinamici

Titolo I – Costituzione, sede, durata, scopi

Art. 1 Costituzione, Denominazione e sede

In conformità alle disposizioni comunitarie e nazionali sull’associazionismo è costituita l’associazione denominata “Pronubìo”, Associazione degli apicoltori biologici, biodinamici e degli apicoltori che si identificano con i principi e gli scopi dell’associazione medesima.

L’associazione ha sede legale nel comune di Belforte all’Isauro (Pu), in Via del Castello, 3.

In seguito si farà riferimento ad essa col termine Associazione.

Un’eventuale variazione della sede non rappresenta modifica dello statuto.

Con delibera del Consiglio direttivo l’Associazione potrà istituire delle sedi secondarie, regionali o locali.

Art. 2 durata

La durata dell’Associazione è illimitata e la stessa potrà essere sciolta solo con delibera dell’Assemblea Straordinaria degli associati.

Art. 3 scopi

L’Associazione, senza fini di lucro, si propone di tutelare gli interessi degli apicoltori biologici e biodinamici associati, al fine di restituire alla collettività prodotti dell’alveare di elevata qualità che contribuiscono alla tutela dell’ambiente e del benessere degli animali in accordo con i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Per il raggiungimento dei suoi scopi l’Associazione si basa sul rispetto di quattro principi fondamentali: Benessere, Ecologia, Equità, Precauzione.

  1. rispetto del benessere degli ecosistemi e degli organismi, partendo dal più piccolo fino ad arrivare all’uomo, con particolare attenzione alle condizioni di vita delle api, che devono essere mantenute conformemente alla loro biologia, comportamento naturale e benessere;
  2. rispetto dell’equilibrio biologico, grazie alla salvaguardia della biodiversità sia genetica che agricola;
  3. rispetto dell’equità, in un’ottica in cui il sistema produttivo deve tenere conto dei reali costi ambientali e sociali dei suoi processi;
  4. rispetto del principio di precauzione, secondo il quale l’attività dei soci deve essere gestita in modo responsabile al fine di proteggere la salute ed il benessere delle generazioni presenti e future e dell’ambiente.

A questo proposito è scopo dell’associazione promuovere e salvaguardare il concetto di ape come bene comune compreso il suo habitat naturale per tutelare e valorizzare la diffusione delle sottospecie autoctone di Apis mellifera secondo la loro naturale distribuzione geografica. L’Associazione riconosce il loro importante ruolo per tutto l’ecosistema e per la varietà della flora spontanea e agricola.

Nello specifico, al fine di perseguire i suoi scopi l’Associazione si propone di:

  1. rappresentare i propri associati presso organismi ed enti pubblici;
  2. collaborare e vigilare con gli organi ed autorità competenti anche partecipando a tavoli tecnici o istituzionali, per l’osservanza e per le applicazioni delle norme relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti dell’alveare da apicoltura biologica e per la salvaguardia dagli atti di concorrenza sleale e contraffazioni;
  3. promuovere iniziative volte a diffondere il concetto di ape come bene comune, e a tutelare la biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera e le loro peculiarità presso Enti Locali, Regioni, Stato e Unione Europea;
  4. assicurare agli associati assistenza nei rapporti con gli Enti Locali, con la Regione, con lo Stato, con l’Unione Europea e con gli Organismi di controllo;
  5. proporre istanze o modifiche alle norme riguardanti l’apicoltura biologica presso soggetti politici e autorità competenti;
  6. promuovere programmi e progetti di sperimentazione scientifica, studi e ricerche in linea con gli scopi sociali in collaborazione con istituti universitari ed altri istituti di ricerca;
  7. facilitare l’accesso in modo aggregato a programmi di monitoraggio e pacchetti analisi sulle matrici e sul materiale biologico raccolto presso gli associati;
  8. promuovere e realizzare, direttamente o in collaborazione con organi pubblici o privati, manifestazioni, iniziative di divulgazione, di consulenza tecnica, di formazione iniziale e continua, di qualificazione ed aggiornamento professionale dei produttori associati;
  9. promuovere i prodotti agricoli biologici e biodinamici degli associati;
  10. stipulare accordi, contratti, convenzioni con privati, enti ed organizzazioni per la fornitura dei servizi utili al raggiungimento degli scopi sociali;
  11. attuare iniziative per la promozione, commercializzazione e per la collocazione dei prodotti dell’alveare. Selezionare e individuare fornitori per l’acquisto dei materiali di consumo;
  12. deliberare programmi, regolamenti, standard e buone pratiche di produzione, di conservazione di trasformazione, di confezionamento, di vendita, vincolanti per gli associati, riguardanti in particolare la qualità dei prodotti;
  13. stimolare, coordinare e promuovere eventuali collaborazioni tra gli associati;
  14. curare la rilevazione e la divulgazione dei dati e delle informazioni inerenti il comparto apistico;
  15. depositare, concedere, tutelare marchi di qualificazione e protezione dei prodotti degli associati;
  16. svolgere ogni altra attività atta a raggiungere gli scopi sociali.

Art. 4 – collaborazioni

L’Associazione potrà collaborare o aderire ad enti ed organismi pubblici e privati in qualsiasi forma costituiti che svolgano finalità uguali o analoghe a quelle proprie dell’associazione e non in contrasto con gli scopi della stessa.

Titolo II – Associati

Art. 5 i soci

Potranno far parte dell’Associazione gli apicoltori biologici e biodinamici, anche in conversione, che operano in conformità ai Regolamenti Comunitari vigenti in materia di agricoltura biologica e biodinamica oltre che agli obblighi imposti dalle leggi vigenti in tema di apicoltura. Potranno altresì essere soci altre persone fisiche e figure professionali che partecipano ad altri marchi o sistemi di garanzia privati, conformi ai principi e agli standard stabiliti dall’Associazione. La loro adesione sarà valutata di volta in volta da apposita delibera del consiglio direttivo e definiti d’ora in avanti per semplicità espositiva “altri operatori”.

Il numero di soci è illimitato.

I soci si dividono in soci ordinari e soci sostenitori:

  1. i soci ordinari sono le persone fisiche o giuridiche in possesso di uno o più apiari ubicati nel territorio nazionale ed in possesso della certificazione biologica o iscritti all’associazione come altri operatori;
  2. i soci sostenitori sono le persone fisiche o giuridiche, anche non in possesso della certificazione biologica, che per interesse personale, culturale o scientifico, ne condividono gli scopi.

I soci devono accettare integralmente le norme statutarie e regolamentari dell’associazione e sono tenuti al pagamento della quota di iscrizione iniziale e al pagamento e di una quota associativa annuale.

A copertura dei costi di particolari iniziative programmate e promosse dall’associazione, potranno essere richieste quote di autofinanziamento straordinarie unicamente ai soci interessati ad esse.

Le quote versate dai soci sono intrasmissibili e non sono soggette a rivalutazioni.

Art. 6 – domanda di ammissione

L’aspirante socio deve presentare domanda scritta al Consiglio Direttivo.

La domanda, redatta su apposito modulo che può essere inviato anche in forma elettronica, deve contenere, oltre all’accettazione dello statuto, le seguenti indicazioni:

– nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza ed eventuale diverso domicilio o ragione sociale, denominazione e sede, codice fiscale o numero di partita I.V.A.;

– codice di iscrizione alla BDA, il numero degli alveari posseduti e la documentazione in virtù della quale l’azienda risulta essere biologica o biodinamica.

Le persone giuridiche fanno parte dell’Associazione tramite il loro legale rappresentante oppure un delegato che non deve risultare socio dell’Associazione a titolo individuale. In questo caso deve comparire nella domanda di adesione la qualifica della persona che sottoscrive, le sue generalità, la residenza ed eventuale diverso domicilio, codice fiscale.

Art. 7 – accettazione delle adesioni

Il Consiglio direttivo decide entro quattro mesi sulla domanda di ammissione, dandone comunicazione all’interessato entro un mese dalla deliberazione del Consiglio direttivo che decide insindacabilmente.

Una volta approvata l’adesione il rapporto associativo si intende costituito a tempo indeterminato. L’adesione pertanto non può essere disposta per un periodo temporaneo.

Art. 8 – cessazione da socio

I soci cessano di appartenere all’Associazione per recesso, decadenza, esclusione e per causa di morte.

Il socio può recedere in qualunque momento dall’Associazione; il recesso deve essere comunicato per iscritto con lettera raccomandata o mezzo posta certificata al Consiglio Direttivo e ha effetto con lo scadere dell’anno in corso.

Il socio decade qualora:

  1. venga meno agli adempimenti degli obblighi derivanti dal presente statuto e dai regolamenti e delibere assembleari ad esso connessi;
  2. arrechi in qualunque modo danni morali o materiali all’associazione;
  3. non adempia puntualmente agli impegni assunti a qualunque titolo verso l’associazione o senza giustificati motivi, non contribuisca al raggiungimento degli scopi sociali, ovvero pregiudichi in qualunque modo l’attività dell’associazione;
  4. svolga attività contrastanti con gli scopi e gli interessi dell’associazione;
  5. perda i requisiti previsti per l’ammissione;
  6. non adempia il pagamento della quota associativa annuale per almeno tre anni consecutivi.

L’esclusione è deliberata dall’Assemblea per gravi motivi e previa contestazione degli stessi, con assegnazione di un termine di trenta giorni per la formulazione di eventuali controdeduzioni.

Gli associati che abbiano receduto, siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione, non possono richiedere la restituzione delle quote associative, dei contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

L’esclusione del socio dovrà essere comunicata con raccomandata o posta certificata e dovrà contenere le motivazioni dell’espulsione. Diviene efficace trenta (30) giorni dopo la ricezione e da questa data decade dall’esercizio dei diritti attivi.

Entro 30 (trenta) giorni dalla ricezione del provvedimento, il socio può fare opposizione qualora ritenga che le motivazioni non siano a lui imputabili; l’opposizione non sospende l’efficacia del provvedimento, la cui esecuzione potrà essere sospesa dal Comitato Etico.

Eventuali controversie in merito all’ammissione o all’esclusione saranno comunque decise dal Comitato Etico.

Art. 9 – diritti e obblighi

I soci in regola con il pagamento delle quote dell’associazione, hanno diritto:

  1. di partecipare all’assemblea personalmente o facendosi rappresentare da altro socio purché munito di delega scritta;
  2. di voto in Assemblea, ad esclusione dei soci sostenitori;
  3. di partecipare ai servizi e alle attività organizzate e svolte dall’associazione;
  4. di candidarsi, con esclusione dei soci sostenitori, per ricoprire le cariche associative.

Tutti i soci hanno l’obbligo:

  1. di osservare lo Statuto nonché l’eventuale regolamento di attuazione;
  2. di rispettare le delibere assunte dagli organi sociali nel rispetto delle disposizioni statutarie;
  3. di collaborare con gli organi sociali per la realizzazione delle finalità associative;
  4. di astenersi dall’intraprendere iniziative in contrasto con gli scopi dell’Associazione;
  5. di pagare la quota associativa con le modalità e nei termini fissati dal Consiglio direttivo.

Titolo III – Organi dell’Associazione

Art. 10 – organi

Sono organi dell’Associazione:

a) l’Assemblea dei Soci;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente;

d) il comitato Etico.

Art. 11 – l’Assemblea dei soci

L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione.

Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate dal presidente previa deliberazione del Consiglio direttivo, mediante avviso inviato ai soci e al Comitato etico almeno dieci giorni prima della data fissata. Le convocazioni devono essere inviate a mezzo posta elettronica, con indicazione specifica dell’ordine del giorno, del luogo e dell’ora degli incontri, che possono essere diverse dalla sede sociale.

L’avviso deve contenere anche l’ordine del giorno e la data dell’eventuale seconda convocazione, la quale deve essere tenuta almeno ventiquattro ore dopo la prima.

L’Assemblea è straordinaria quando è chiamata a discutere e deliberare sulla modifica dello Statuto o sullo scioglimento dell’Associazione.

L’Assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio per l’approvazione del bilancio consuntivo.

L’Assemblea deve inoltre essere convocata qualora ne faccia richiesta motivata almeno un quinto dei soci. La richiesta motivata andrà indirizzata al Presidente dell’Associazione, accompagnata dalla firma di tutti i richiedenti.

Art. 12 – diritto di voto

Partecipano all’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, tutti gli associati aderenti che sono in regola con la quota associativa. Ogni associato, ad esclusione dei soci sostenitori, ha diritto ad un voto e può delegare a rappresentarlo un altro socio, che non può cumulare più di due deleghe. La delega dovrà essere inviata dal delegante al presidente, per iscritto o per posta elettronica e dovrà essere conservata agli atti dell’Associazione. Qualora debbano essere affrontate specifiche problematiche possono partecipare all’Assemblea, senza diritto di voto, anche professionisti ed esperti esterni.

Art. 13 – validità dell’Assemblea e delle deliberazioni

L’Assemblea ordinaria è valida in prima convocazione quando sia presente o rappresentata la maggioranza degli associati con diritto di voto; per la seconda convocazione essa è valida qualunque sia il numero degli associati con diritto di voto presenti o rappresentati.

L’Assemblea straordinaria è valida in prima convocazione quando siano presenti o rappresentati i 3/4 degli associati con diritto di voto o delegati ed in seconda convocazione quando siano presenti o rappresentati almeno 1/5 degli associati con diritto di voto o delegati.

L’Assemblea decide di volta in volta le modalità di votazione.

Le deliberazioni dell’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sono assunte a maggioranza assoluta degli associati con diritto di voto, presenti o rappresentati.

L’Assemblea è presieduta da un presidente eletto di volta in volta, dall’Assemblea medesima. Le deliberazioni dell’Assemblea dovranno risultare da apposito verbale redatto da un segretario nominato dall’Assemblea. La raccolta dei verbali resta depositata presso la sede sociale per almeno dieci anni, a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

Art. 14 – competenze dell’Assemblea

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione. In particolare è di competenza dell’Assemblea:

a) adottare disciplinari comuni e regolamenti interni;

b) discutere i rendiconti e le relazioni annuali predisposte dal Consiglio direttivo;

c) approvare il bilancio consuntivo entro la fine del mese di Aprile di ciascun anno;

d) eleggere i membri del Consiglio direttivo e sostituire i membri mancanti;

e) deliberare in materia di esclusione dei soci;

f) modificare lo statuto, deliberare lo scioglimento dell’Associazione e nominare il Liquidatore;

g) nominare il Comitato Etico, anche cooptando componenti fuori del proprio seno ma in questo caso saranno privi del diritto di voto;

h) deliberare su ogni altra questione ad essa riservata dalla Legge o dallo Statuto.

Art. 15 – Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è costituito da minimo cinque membri eletti dall’Assemblea previa determinazione del numero dei componenti, che non può comunque essere pari. I consiglieri durano in carica tre anni e possono essere rieletti al massimo per altri due mandati.

Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, i Vice Presidente e il Tesoriere. II Presidente sceglie il segretario che redige il verbale in apposito Registro e lo legge per l’approvazione, all’inizio di ogni riunione successiva.

II Consiglio direttivo è convocato dal Presidente almeno due volte l’anno, nonché ogni volta che lo ritenga opportuno o che ne sia fatta richiesta da due terzi del Consiglio.

Qualora se ne presentasse la necessità, motivata dal carattere dell’urgenza dei punti da trattare o dalla impossibilità alla partecipazione da parte della maggioranza dei consiglieri in carica, le riunioni del consiglio potranno anche avvenire in forma elettronica mediante strumenti che permettano la contestuale presenza in rete dei facenti parte (teleconferenza).

In caso di cessazione dei membri del consiglio direttivo, gli altri consiglieri provvederanno alla loro sostituzione mediante cooptazione con altri soci, scelti tra i primi non eletti nell’ultima elezione, i quali dureranno in carica fino alla fine della naturale scadenza del Consiglio esistente.

Se viene meno la maggioranza dei consiglieri, quelli rimasti convocheranno d’urgenza l’assemblea perché ne provveda la sostituzione.

La convocazione può avvenire in forma scritta, per posta ordinaria o elettronica, fax o sms.

La seduta del consiglio è valida con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti e delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità, il voto del presidente è da considerarsi prevalente. In seno al Consiglio non è ammessa delega.

Le funzioni dei membri del Consiglio direttivo sono completamente gratuite con eventuale diritto unicamente al rimborso delle spese vive incontrate nell’espletamento dell’incarico, tramite presentazione della relativa documentazione.

Art. 16 – funzioni del Consiglio direttivo

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, nei limiti di quanto stabilito annualmente dall’Assemblea.

Esso può pertanto compiere qualsiasi atto di amministrazione che rientri nell’oggetto sociale e che per Statuto o per Legge non competa all’Assemblea, ed in particolare:

a) formulare le proposte da sottoporre all’Assemblea;

b) deliberare la convocazione dell’Assemblea;

c) eseguire le deliberazioni dell’Assemblea;

d) eleggere nel proprio ambito il Presidente e fino a due Vicepresidenti;

e) accettare le adesioni, i recessi e le decadenze degli associati;

f) nominare eventuali comitati consultivi determinandone i compiti;

g) assumere e licenziare personale;

h) predisporre i rendiconti, la relazione annuale e il bilancio consuntivo;

i) elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all’esercizio annuale successivo;

l) stabilire gli importi delle quote di ammissione e di adesione annuale dei soci ordinari e straordinari;

m) deliberare sull’adesione dell’associazione ad altre associazioni a carattere nazionale che possano consentire il raggiungimento o rappresentare gli interessi dell’associazione.

Art. 17 – il Presidente

Il Presidente rappresenta l’Associazione in tutte le sedi e ne è il legale rappresentante. A lui spetta la firma, la rappresentanza di fronte a terzi e la responsabilità in giudizio. Ha la facoltà di riscuotere e rilasciare quietanza liberatoria anche nei riguardi di pubbliche amministrazioni; firma contratti, accordi, convenzioni, transazioni, operazioni di credito, nonché tutti gli atti dell’Associazione conseguenti all’esercizio delle sue attività istituzionali.

Il Presidente assume le iniziative necessarie per il raggiungimento del programma definito dal consiglio direttivo e dell’assemblea dei soci, nonché le iniziative autonome che in caso di urgenza si ritenessero necessarie.

Di queste ultime iniziative verranno immediatamente informati gli altri membri del Consiglio direttivo cui spetta, nella prima riunione successiva, la valutazione e la rettifica o ratifica.

Il Presidente convoca e presiede il Consiglio direttivo, può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e procedere agli incassi. Le funzioni amministrative possono essere delegate dal Consiglio Direttivo a una figura preposta.

Nel caso di assenza o di impedimento è sostituito dal Vicepresidente.

Il Presidente può delegare, per la rappresentanza dell’Associazione presso terzi, il Vice Presidente o, nel caso fosse anch’esso indisponibile, altri membri del Consiglio direttivo, in funzione delle specifiche capacità che il ruolo da ricoprire richiede.

Resta in carica tre anni ed è rieleggibile al massimo per un secondo mandato.

Art. 18 – il Comitato Etico

Il Comitato Eticoè composto da 3 membri, nominati dall’assemblea anche tra i non soci, che durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

La carica di membro del Comitato etico è incompatibile con quella del Consiglio.

È di competenza del Comitato Etico la risoluzione delle controversie sorte tra i Soci e l’Associazione o organi della stessa e si pronuncia nell’interpretazione dello Statuto, dei regolamenti e delle delibere sociali.

Il Comitato Etico è il garante della coerenza etica alla causa dell’associazione da parte dei singoli soci e dell’intera associazione.

Il Comitato Etico pronuncerà le sue decisioni, che saranno senza appello, secondo equità e senza formalità di procedura.

Il Consiglio direttivo dovrà redigere apposito regolamento al fine di determinare le modalità operative del Comitato Etico.

Titolo III – Patrimonio e risorse economiche

Art. 19 – Patrimonio

Il Patrimonio dell’Associazione è indivisibile ed è costituito:

a) da eventuali beni immobili, mobili registrati e mobili idonei a promuovere e migliorare l’attività dei soci;

b) da contributi, erogazioni, lasciti e donazioni di enti e soggetti pubblici e privati;

c) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio.

Art. 20 – risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento:

a) dalle quote associative annue, contributi degli aderenti e/o di privati;

b) dai contributi pubblici e privati;

c) dai rimborsi derivanti da convenzioni e/o servizi destinati ai soci;

d) dai proventi derivanti da prestazioni marginali rese a terzi;

e) dall’eventuale reddito derivante dal patrimonio di cui all’art. 19;

f) da entrate derivanti da eventuali attività commerciali e produttive, purché non superiori a quelle istituzionali, per le quali sarà tenuta apposita contabilità separata;

g) da quant’altro, ancorché qui non espressamente specificato, entri nella disponibilità dell’associazione;

h) dai proventi derivanti dalle attività di formazione;

g) dall’avanzo di gestione dell’esercizio precedente.

Tutte le entrate ed eventuali avanzi di gestione sono destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità dell’Associazione; è fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, gli avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o comunque Patrimonio durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

L’Associazione può accettare sponsorizzazioni, richiedere finanziamenti, nel limite massimo stabilito da apposita delibera assembleare, aderire a consorzi tra enti e Associazioni mantenendo la piena autonomia decisionale ed organizzativa. Può ricorrere ad abbinamenti pubblicitari per il sostegno finanziario delle finalità statutarie e per la copertura dei costi di realizzazione di iniziative istituzionali.

Art. 21 – Esercizio Sociale e Finanziario

L’esercizio dell’Associazione va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, il Consiglio Direttivo sottopone all’Assemblea annuale il relativo rendiconto economico e finanziario consuntivo, con separata indicazione dell’attività commerciale eventualmente posta in essere accanto alle attività istituzionali.

Il rendiconto economico/finanziario dell’Associazione è pubblico. Lo stesso resterà depositato per almeno dieci anni presso la sede dell’Associazione a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

Art. 22 – libri sociali e registri contabili

I libri sociali ed i registri contabili essenziali che l’Associazione deve tenere sono:

a) il libro dei soci;

b) il libro del verbale e delle deliberazioni dell’Assemblea con numerazione progressiva indelebile;

c) il libro verbale delle deliberazioni del Consiglio direttivo con numerazione progressiva indelebile;

L’Assemblea può decidere diversamente sulle modalità di tenuta dei libri, fatto salvo il principio di trasparenza.

L’impianto contabile sarà dimensionato alle necessità amministrative e di controllo, insorgente nell’ambito dell’organizzazione.

In ipotesi di esercizio di attività commerciale la contabilità sociale verrà uniformata alle disposizioni del legislatore fiscale.

Art. 23 – regolamento interno

Per quanto non previsto dal presente statuto, qualora se ne ravvisasse la necessità, potranno essere redatti appositi regolamenti interni a cura del consiglio direttivo previa ratifica dell’Assemblea generale dei soci. Con le stesse modalità, potrà altresì essere redatta una carta dei principi e delle buone pratiche, a libera adesione da parte dei soci apicoltori, avente finalità di innalzare la qualità dei prodotti apistici, secondo principi di rispetto dei cicli naturali, delle api e della biodiversità in genere.

Titolo IV – Scioglimento e liquidazione

Art. 24 – liquidazione e devoluzione del Patrimonio

La decisione di scioglimento dell’Associazione può essere presa dalla maggioranza di almeno due terzi dei soci presenti in apposita Assemblea straordinaria convocata secondo quanto disposto dall’art 13.

L’eventuale pìPatrimonio residuo, ultimata la procedura di liquidazione effettuata secondo quanto stabilito dalle disposizioni di attuazione del codice civile (artt. 11 e segg.), sarà devoluto ad altri Enti/Istituti aventi finalità uguali o analoghe e operanti nel territorio, non a scopo di lucro.

Titolo V – Disposizioni generali e finali

Art. 25 – disposizioni finali

Il presente statuto strutturato in complessivi 26 articoli è integralmente accettato dai Soci, unitamente ai regolamenti e alle deliberazioni che saranno integralmente rispettate.

Art. 26 – disposizioni generali

Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, valgono le norme del Codice Civile e delle altre Leggi in materia.